Archaeological world-huggin!

Dal lancio di Google Street View a metà del 2007, il mondo degli internauti è  profondamente cambiato nell’approccio al viaggio e al tour, ora virtuale, e alla ricerca di percorsi e strade. La possibilità di esplorare, navigare, percorrere, zoomare, girarsi attorno in un qualunque angolo del pianeta, avendo un’istantanea di spazi, ambienti, edifici, persone ed event è sicuramente affascinante.

La conoscenza del territorio e dei luoghi, quindi, si sta spostando sempre più verso direzioni server-side, anche se, è superfluo affermarlo, mai l’esperienza virtuale è paragonabile ad una sana passeggiata. Della possibilità di conoscere ed espandere gli orizzonti della comunicazione e della conoscenza si dovrebbe fare tesoro nel mondo dei beni culturali.

Per questo il progetto “Siponto aperta: nuovi strumenti per la conoscenza del territorio” si propone, tra gli obiettivi, di realizzare fotografie immersive che coprano le esigenze di fruizione virtuale del sito di Siponto tramite il Web, poi pubblicabili sul sito internet dedicato, e integrabili all’interno del WebGIS.

L’occasione di fare una gran quantità di fotografie sul campo si è presentata in occasione dell’ultima campagna di scavo, con un classico treppiedi per macchina fotografica, in dotazione personale al gruppo.

Procedendo per step, si è realizzato un mosaico di foto a 360° (di cui sotto due esempi), poi trasferito sul pc per stitchare (come si dice in gergo, unire tra loro i fotogrammi) e fare in modo che sia utilizzabile liberamente su internet.

La forma ed i modi saranno molto simili a quelli di Google Street View, ma con una differenza: saranno realizzati con software libero. Poi, diciamolo chiaramente: non abbiamo inventato niente, i primi panorami con foto stitchate risalgono addirittura alla fine del 1800 [1]! La differenza qui sta proprio nello spirito (far conoscere i beni culturali) e negli strumenti (liberi). Tra questi software liberi, nello specifico, utilizzeremo Hugin [0], che con il suo nome (dall’inglese “abbraccio”) ricorda l’atto che i paesaggi descrivono intorno a chi vi è immerso. Sulle tecnologie da utilizzare per portare queste foto sul web in un tour immersivo, invece, stiamo valutando varie soluzioni che rappresentino un buon compromesso tra velocità, leggerezza di caricamento e compatibilità con i vari browser, oltre che libertà del software. In questo senso, l’unico candidato valido sino ad ora sembra essere HTML5, ma non è detta l’ultima parola.

In breve: per Siponto sta per cominciare l’era della fruizione digitale.

Chiaramente, come scriveva anche Tiziano Terzani, non è salutare per lo spirito lasciarsi guidare dai racconti e dalle esperienze degli altri, ma ogni tanto bisogna anche farne di proprie e trarre conclusioni, emozioni e archiviare ricordi per conto proprio. Ed è proprio per questo che invitiamo tutti a fare una passeggiata nel parco archeologico e naturalistico di Siponto.

[0] http://hugin.sourceforge.net/
[1] http://en.wikipedia.org/wiki/File:%D8%A8%D9%8A%D8%B1%D9%88%D8%AA-%D8%A7%D9%84%D9%82%D8%B1%D9%86_%D9%A1%D9%A9.jpg

GNewArchaeology: pronte le pontificazioni

Ultimo aggiornamento: 08 novembre 2011

Con la presente, la lieta novella: le mie vacue pontificazioni su GFLOSS e Ubuntu in archeologia saranno ospitate dalla conferenza GNewArchaeology a Ferrara. Una nuova occasione per ritrovare vecchie conoscenze e farne di nuove. La sopresa: presenterò il primo prodotto dell’Associazione O.I.A., per la quale collaboro. Motivi per non perdersi il mio intervento: nessuno. Motivi per non esserci: è un bel guazzabuglio, si parlerà di GRASS GIS, LaTeX e Launchpad.

Tutti gli aggiornamenti in near-real-time direttamente su questo post, non appena sarò sceso dall’aereo. Livetweeting con l’hashtag #GNewArchaeology.

Impressioni/osservazioni in breve, di seguito.

Update 1: Thursday 13 October, 9.00 – 18.00

  • rimane aperta la questione delle licenze sulle basi di dati cartografiche generate dalle pubbliche amministrazioni, tra gli archeologi regna molta confusione, e la legislazione italiana non aiuta; urge una mano da parte di OKF;
  • GRASS GIS conferma ogni giorno la sua estrema potenza e flessibilità, come nel caso delle carbonaie della provincia di Trento: prevedere con precisione è possibile;
  • nonostate sia necessaria ancora molta divulgazione e confronto sul tema, ricostrurire in 3D testimonianze della cultura materiale semplicemente partendo da fotografie e solo con software open source è possibile; è un vero peccato non esista una documentazione ampia sul tema, che merita senz’altro un approfondimento e risorse di pronto utilizzo per i principianti;
  • c’è qualcosa di insane ma allo stesso tempo affascinante nell’utilizzo di R e dei sistemi di statistica liberi, e qui nuovi orizzonti si aprono (e la documentazione certo non manca).
  • Prima volta a Ferrara, una sorpresa.

Update 2: Friday 14 October, 9.00 – 18.00

  • talk entusiasmante di Renzo Davoli, dal quale mi sono appuntato alcune riflessioni, riportate in coda a questo post.
  • il movimento per la pubblicazione online / liberazione dei dati archeologici sta muovendo i primi passi, notizie così belle non se ne sentivano da tempo; adesso tocca convincere le sovrintendenze, però: certe cose son dure da capire.
  • ArcheOS non ha ormai eguali nel mondo del software libero in archeologia, anche se durante la preparazione del talk ci siam resi conto che tentare di creare una live da USB del SO può portare rapidamente all’esaurimento nervoso (si accettano suggerimenti);
  • il mio talk è stato un po’ confuso, ma alla fine l’idea di un manuale libero da utilizzare come testo per la didattica di GRASS GIS in ambito archeologico sembra avere un senso: non tutti i nani vengono per nuocere;
  • ancora, piccoli archeologi crescono: aumentano e si rinnovano le testimonianze di aziende che decidono di utilizzare o sviluppare software libero per il lavoro sul cantiere archeologico ed in ufficio, ed il nord-est italiano sta avanzando rapidamente da questo punto di vista.

Miscellanea

  • L’impostazione della conferenza ha abbracciato la filosofia KISS, con evidenti risultati: abbandonati gli accademismi, studenti, ricercatori, sviluppatori e aziende si sono sentiti tutti sulla stessa barca, quella della condivisione della conoscenza; ne sono nati dibattiti e differenti punti di vista, crescita, quindi.
  • Si nota ora più che mai l’assenza di una mailing list nazionale italiana per discutere degli sviluppi nel settore del FLOSS/GFLOSS in archeologia: un riassunto di ciò che già c’è può aiutare ad avere dei riferimenti e a continuare a discutere:

    GFLOSS in archeologia (hostata da Gfoss.it)

    http://gfoss.it/cgi-bin/mailman/listinfo/archeologia

    GNU/Linux e software libero in archeologia (hostata da Linux.it)

    http://lists.linux.it/listinfo/archaeology

    Per partecipare alle discussioni in ArcheOS queste sono le possibilità:

    utenti: http://lists.linux.it/listinfo/archeos/

    dev: http://lists.linux.it/listinfo/archeos-dev

  • Il materiale del mio intervento: paper, slide, codice.

[Cit. Renzo Davoli]

  • il software con libertà intellettuale deve essere visto come un diritto, e la proprietà delle licenze come un’eccezione temporanea alla libertà intellettuale;
  • il diritto fondamentale alla conoscenza è la libertà intellettuale: libero software, libera università (coerenza della didattica);
  • in un regime di monopolio, l’ultima cosa desiderata è l’evoluzione, perché danneggia lo stato delle cose (ovvero il controllo sulla situazione operata dal monopolista);
  • “L’hacker è una persona che, assetata di conoscenza, non vuole che vengano posti limiti a questa. Non crede a nulla per fede.”
  • “Insegnando software proprietario nelle università si formano dei perdenti.”

Announcing diGNU

As posted on archeos@lists.linux.it and open-archaeology@lists.okfn.org:

Hi all,
This appears to be, more or less, a quick presentation of the startup and of our main project, so if you know a better way to spend your time today, simply ignore this.

Who runs what?

OIA (Open Ideas for Archaeology) has been started in the past months after a funding we received from the Apulia Region government (“Principi Attivi 2010″), focused on innovative ideas from new young entrepreneurs. We are a team of 4 archaeologists with different backgrounds (osteoarchaeology, ceramics, survey, etc) and a conservation scientist (hey, that’s me) interested in open source GIS, FLOSS and GNU/Linux applied in the archaeological field.

What’s the mission?

Create and offer open source tools to archaeologists through the web, to easily manage on-field and post-processing works and elaborations.

Be more specific, please!

Our main project is called diGNU, GNU licensed, GeoDjango spatially-enabled server-side archaeological management tool, to easily access, organize, modify and communicate archaeological data during and after the excavation. Follows a quick list of the main features; diGNU will:

  • organize and query all geographic and survey data using PostGIS
  • offer a (hope for) rocking integration with an open source GIS system GUI locally installed (QGIS?), accessible from remote server
  • export all catalogue data using LaTeX, with specific templating support and a near real-time map rendering integration for small areas
  • support the archiving of single objects 3D meshes in the database, and integrate them in the LaTeX generated printed version of catalogue data
  • integrate an easy install process using the Ubuntu/Debian package system (apt, PPA)
  • export cartographic data using Mapnik, in various formats (PDF, SVG, JPG/PNG) and customization possibilities
  • automate matrix creation using GraphViz

Other features we will likely introduce:

  • full support for osteoarchaeology and paleopathology data, comprehensive of detailed data sheets exportation, using LaTeX
  • support real-time collaboration between field and office connecting databases with mobile GIS (gvSIG mobile?)
  • a full-featured quantitative archaeology analysis system, based on a KISS web interface to R and using PostGIS data
  • here we are: a plugin system to easily add features to the whole product

Where we are now?

At the starting point. I’m writing the django basis on which diGNU will run. Yeah, it sounds like a glue-project taking the best of open source tools and offering them to archaeologists on a silver plate, like the “WordPress” for archaeologists.

Do you have any deadline?

The main features must be completed and rocking in 16 months starting from today.

OK,show us the code…

We will bring out the first public release in December, hopefully.

Why are you writing here?

Because diGNU is a gift to the entire FLOSS-powered archaeological community, and we need your help to define some concepts, starting, for example, from the database model. We need your experience, needs and requests to create a product modelled on the user base, on the concrete needs and on the dreams of every archeo-geek.

I’ve already read some discussions on the database model, starting from iadb1. We need to know your approach, assuming that nearly we don’t have any standard, today.

OK, give us contacts

At now, we don’t have a website, will be up in some weeks, but we’re already working on django, database and PostGIS issues. If you’re interested in the project or have any suggestion, please append it to the discussions that will take place in this ML, or simply mail me at francesco.devirgilio@fradeve.org.

Cheers